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da Bach a Reger: un week-end in musica

Anche quest'anno la Lutherische Stadtkirche ospita la Bachwoche. Tra i vari appuntamenti musicali, ne menziono due cui ho partecipato in prima persona, cantando nel coro. 

Il primo è stato un concerto dal titolo "Wer so stirbt, der stirbt wohl", con il seguente programma: il mottetto "Herr, sei gnädig" di Mendelssohn, Kyrie, Christe, Kyrie (manualiter) dalla III parte del Clavierübung di Bach, la cantata per solo, oboe, violino, coro ed organo "O Haupt voll Blut und Wunden" di Reger, il preludio corale BWV 662 per organo, il corale "O Haupt voll Blut un d Wunden" per coro, il duetto BWV 802 e la Fuga BWV 579 di Bach, ed infine il Passionsgesang op. 46 per coro ed organo di Rheinberger. Programma nutrito, da Bach a Reger passando per Mendelssohn, che fece riscoprire Bach, e da Rheinberger, insegnante di Reger. Per l'occasione il coro della Chiesa Luterana si è unito all'Albert Schweitzer Chor, sotto la direzione comune di Erzsebet Gered e l'accompagnamento organistico di Matthias Krampe (normalmente direttore dell'ASC). Il mezzosoprano solista per la cantata di Reger è stata sostituita all'ultimo momento, purtroppo non conosco il nome della sostituta, che ha egregiamente svolto il suo compito, dotata di bella voce e grande umiltà, per cui le si perdonano facilmente piccole imprecisioni di lettura. Vinte le diffidenze iniziali tra coristi, il risultato è stato di alto livello. Tra M. Krampe ed E. Gered si è creata da subito un'intesa perfetta. Le difficoltà tecniche e le piccole imprecisioni vocali dei coristi sono passate in secondo piano rispetto ad un'interpretazione profonda e dinamica, che ha reso il tutto di grande spiritualità, in linea con il tempo di Quaresima. Da notare il Passionsgesang di Rheinberger, di raro ascolto (ne esiste una sola incisione che io sappia), immeritatamente poco noto ed eseguito.

Il secondo appuntamento è stata l'abituale cantata BWV 182 "Himmelskönig, sei wilkommen" durante il culto della Domenica delle Palme. Come l'anno scorso, i solisti sono stati Katrin Auzinger (contralto), Stephan Su (tenore) e Ernst Istler (basso), mentre l'ensemble strumentale era composto da Ruth Bruckner (flauto dolce), Maximilian Bratt (violino), Iris Trefalt e Saverio Ruol (viole), Arne Kircher (violoncello) e Tena Novosel (basso continuo al positivo). Purtroppo la stanchezza per il concerto la sera precedente s'è fatta sentire, ma l'intesa tra ensemble strumentale (in parte lo stesso dell'anno scorso) ed il coro è indubbiamente aumentata, rendendo tutto più facile. La cerimonia è stata toccante come al solito, grazie anche all'esecuzione di due corali (Aus tiefer Not schrei ich zu dir e Wer hat dich so geschlagen) nelle armonizzazioni di Bach, pur se la liturgia era lontana dalle domeniche di Passione cattoliche cui sono abituata.

A chiusura devo ammettere che ho cantato con un pizzico di malinconia, perché probabilmente questa è stato l'ultima volta che ho preso parte alla Bachwoche, visto che per lavoro potrei dover lasciare Vienna tra qualche mese. Sicuramente portando un buon ricordo di questa piacevole esperienza ovunque sia destinata ad andare!

coro su, coro giù, coro di lato


Dopo aver eseguito per l'ennesima volta la BWV 61 nella chiesa luterana, ma per la prima volta da davanti l'altare, è nata una discussione nella nostra mailing list sulla posizione migliore del coro durante i riti religiosi. Un po' stufa dalle decine di e-mail con commenti e considerazioni più o meno appropriati, mi sono decisa a dire la mia, ricevendo la piena approvazione della direttrice. Di seguito, quindi, il mio intervento, che riassume molto sinteticamente (causa il doversi esprimere in tedesco) le mie idee ed esperienze a riguardo.

Sono cattolica, e penso che:
1. Cantare in cantoria è come sentire un coro di angeli, cantare presso l'altare  significa pregare "con" la comunità, credo che siano entrambe buone. Cantare di lato (es. in una cappella laterale) era la soluzione preferita del mio vecchio parroco in Italia, ma nella nostra chiesa l'organo era troppo distante e c'erano 12 secondi di ritardo! 

2. Da musicista, temo che il nostro sparuto coro sia completamente soverchiato dall'orchestra se cantiamo in cantoria, inoltre penso che sia giusto che la gente veda cosa paga. Mi dispiace, è brutto dirlo, ma è la verità. La buona musica costa! (n.d.A., oltre alle tasse per la Chiesa, vengono periodicamente fatte collette specifiche per la musica durante la liturgia, l'organista ha uno stipendio, l'orchestra ed i solisti vanno pagati così come le riparazioni e l'accordatura di organo e/o clavicembalo)

3. Conosco almeno un parroco cattolico che fa fare la comunione in cerchio (n.d.A., tipico dei Protestanti, recentemente impossibilitato dalla presenza del coro e dell'orchestra nell'ambone). Mi piace questa soluzione perché rende meglio l'idea di "comunione", ma fare la fila velocizza la faccenda ed i Cattolici si lamentano sempre che la Santa Messa è troppo lunga...

4. Questa Mailing-List non è probabilmente il posto migliore per discussioni teologico-liturgiche, semmai serve per comunicazioni riguardanti il coro. Un Forum sul sito della Comunità, magari moderato dal pastore, sarebbe sicuramente meglio.

E voi che ne pensate? Meglio favorire l'acustica dell'ambiente o la collocazione liturgica? Con i vostri cori vi trovate mai a discutere di integrazione con la liturgia? Vengono coinvolti i rispettivi parroci/pastori? Avete osservato differenze tra Chiesa Cattolica, Protestante, o di altri confessioni?

Nun komm... di nuovo


Anche quest'anno abbiamo eseguito la cantata BWV 61 "Nun komm der Heiden Heiland" durante il culto della prima domenica di Avvento nella Lutherische Stadtkirche. Stessa musica ma molte cose sono cambiate rispetto l'anno scorso: almeno metà coro è rinnovato, l'ensemble orchestrale ed i solisti completamente diversi, abbiamo cantato davanti all'altare ed accompagnati dal clavicembalo. Il tutto sempre diretto da Erzsebet Windhager-Gered.

la nostra direttrice
Anche se all'inizio pensavo e sentivo che questa edizione sarebbe stata peggiore dell'anno scorso, o che almeno io l'avrei percepita tale dopo aver superato l'entusiasmo per la novità, il risultato finale mi è sembrato egualmente interessante. Dopo l'iniziale spaesamento, l'ensemble orchestrale (violino, due viole, violoncello e basso continuo al cembalo) si è fuso discretamente, menzione speciale per il violoncellista, semplicemente perfetto, ed il b.c., al suo debutto in questo compito e che si è adattato alle esigenti richieste di Erzsebet (pure lei clavicembalista, non è facile entrare nella testa di un altro!). Il coro se l'è cavata egregiamente, secondo me, nonostante due sole aggiunte esterne, un tenore ed un contralto. I solisti a metà, nel senso che il tenore Stephan Su era insicuro nella parte e nell'emissione di voce, oltre a non dare alcuna importanza al testo, il basso-baritono Ernst Istler questa volta ha dato l'impressione di volersi levare il pensiero prima possibile, mentre l'anno scorso mi commosse profondamente il suo recitativo, il soprano Imola Kocsis è stata la vera sorpresa, bella voce ed interpretazione fresca e sentita, nonostante praticamente non parli tedesco.

l'ensemble orchestrale
Chissà se l'anno prossimo sarò ancora qui per prendere nuovamente parte a questo rito della cantata di Bach per la prima d'avvento. Resta sempre una magnifica esperienza, un ritorno al mondo musicale professionale ed una intima commozione, che non è mancata neppure alla seconda edizione.

Palmsonntag

Per la Domenica delle Palme 2011 si ritorna nella Lutherische Stadtkirche per il culmine delle celebrazioni della Bachwoche con l'esecuzione della Cantata "Himmelskönig sei willkommen" BWV 182 di J. S. Bach, ovviamente durante la celebrazione. Questa volta partecipando attivamente all'evento, nel coro.

Cantata molto bella ma di certo non facile, specialmente per un coro non professionista come siamo noi, ma grazie ad alcune aggiunte ed al carisma della nostra direttrice, Erzsébet Windhager-Geréd, il risultato non è stato poi così male. La novità per noi è stata cantare sull'altare, a vista dei fedeli, e non in cantoria, come al solito e come anche la filologia (e forse pure la teologia protestante) suggerirebbe. Non c'era, almeno da parte mia, l'emozione di cantare frontalmente al "pubblico", ma la difficoltà di sentire le altre voci, a causa dell'infelice acustica. Personalmente, vuoi per la sezione soprani raddoppiata (da due a quattro), vuoi per la vicinanza con una bravissima aggiunta, non mi sono sentita "bloccata" come al solito.

L'organico strumentale era il minimo possibile, probabilmente il più vicino alla versione originale, con flauto dolce, violino, due viole, violoncello ed organo positivo. Purtroppo non ho i nomi degli strumentisti. Lodevole la flautista nonostante qualche incertezza nell'aria del contralto, il violinista troppo presente e con seri problemi a mantenere il ritmo puntato, le due viole nella media, violoncellista molto espressivo anche se spesso non seguiva del tutto la direttrice, continuista forse troppo discreto ma puntualissimo. I cantanti solisti erano il basso Ernst Istler, attivo nel coro e Kurator della comunità, che è sempre una certezza in Bach, il tenore Stephan Su, aggiunto anche al coro, che purtroppo era affetto da potente raffreddore, ed il contralto Katrin Auzinger, semplicemente perfetta, per questo le è concesso pure l'atteggiamento da prima donna.

Nonostante la gente non avesse capito quando era terminata la cantata... e pure la celebrazione, finché la pastora non l'ha detto al microfono, spero che il gruppo sia riuscito a trasmettere la teologia di questa cantata, nel testo e nella musica, alla comunità dei fedeli. Le offerte erano proprio per la musica nella liturgia ed occasioni simili sono rare e preziose. Sarebbe un peccato perderle!



I Domenica d'Avvento

Come iniziare "col piede giusto" l'Avvento se non con una cantata di Bach sul corale "Nun komm der Heiden Heiland"? Così è stato, per la precisione con l'intera BWV 61 e seguito dai solisti (ahimè ricordo il nome solo del bravo soprano, Rutana Calugarescu), dall'ensamble orchestrale ed il coro della Lutherische Stadtkirche di Vienna, diretti da Erzsebet Windhager-Gered.

Per certi versi realizzazione casalinga, con le parti orchestrali ridotte ad un anomalo quartetto d'archi (violino, due viole e violoncello) ed al basso continuo all'organo, e dei coristi aggiunti per rimpolpare le sparute fila del coro della comunità, ma il risultato è stato egualmente professionale. Sarebbe impensabile per le realtà corali di parrocchia in Italia imbastire una cantata di Bach in 3 prove, di cui solo una mezz'ora prima del culto con l'orchestra.

Come dovrebbe essere, la cantata si è integrata pienamente nella liturgia. Il testo è particolarmente bello e significativo e la presenza di un teologo, una candidata pastora ed un membro del consiglio parrocchiale ci hanno aiutato nella sua comprensione. La calda atmosfera della comunità intera ha fatto il resto. Grazie Erzsebet! E' stato indimenticabile cantare Bach!