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Bach a Dresda

Sto cercando di ricordare se Johann Sebastian Bach sia mai passato da Dresda, non lontanissima da Lipsia, ma non mi viene in mente nulla, tranne forse una specie di dedicazione della messa in si min., visto che l'elettore di Sassonia era cattolico. In ogni caso, eseguire Bach qui è una tradizione che non ho voluto mancare, con la cantata "Es wartet alles auf dich" BWV 187 nella celebre Frauenkirche. Il coro e l'ensemble strumentale erano diretti dal kantor, M. Grünert, che si è occupato anche delle introduzioni organistiche.

Anche in questa chiesa il suono è a dir poco perfetto. Non troppo secco, non troppo riverberante. L'oboista sublime, degna di nota anche il soprano. Per il resto una buona esecuzione, anche se il coro era un po' scarno per il mio orecchio e talvolta veniva coperto dagli archi. L'organista-kantor sembrava piuttosto giovane ma con grande esperienza. Pure i preludi-corali erano scelti/improvvisati in perfetto stile con il periodo di composizione. Alla fine ha suonato il BWV 541, solo il preludio, pezzo difficile. Non esecuzione eccezionale, ma perfetta come conclusione al culto. Come nella tradizione luterana, la cantata (sebbene amputata) si è integrata perfettamente con la liturgia, lasciando comunque numerosi interventi cantati ai fedeli.

30 anni in coro accompagnati da un Silbermann

Oggi pomeriggio ho assistito con due amici tedeschi ai Vespri solenni nella cattedrale cattolica della SS. Trinità (ex Hofkirche) a Dresda. L'occasione erano i 30 anni della società corale, che si è esibita in un selezione di brani, che comprendeva: "Cantate Domino" di H. Schütz,  "Jubilate Deo" di O. di Lasso, "Te Deum Patrem" di A. Gabrieli, "Ich will den Herren loben" di anonimo, "O Jesu, all mein Leben" di K. Kraft, "Preis und Anbetung" di J.G. Rheinberger,   un Graduale di C.G. Reissiger, "Salvum fac populum tuum" di A. Bruckner ed infine il "Magnificat" di Arvo Pärt, diretti dal kapellmeister M. Liebich. All'inizio ed al termine della celebrazione la Toccata e la Fuga BWV540 su un organo Silbermann intelligentemente (o fortunosamente) salvato dai bombardamenti e suonato dall'organista del duomo, T. Lennartz.

Il coro è stato davvero bravo, era liturgia ma sembrava un concerto per la cura dei dettagli. Unico neo, per un'italiana, era la forte t aspirata nel latino (sorvolo sul resto della pronuncia tedesca). L'interpretazione era dinamica ed il testo sempre comprensibile e protagonista. L'acustica della chiesa non era ottimale, se il coro si è salvato cantando dall'ambone, il grosso Silbermann ne ha risentito enormemente, forse anche per colpa dell'organista che ha scelto registrazioni pesanti. Credo che il Silbermann dia il meglio di sé negli assoli piuttosto che nel plenum.