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30 anni in coro accompagnati da un Silbermann

Oggi pomeriggio ho assistito con due amici tedeschi ai Vespri solenni nella cattedrale cattolica della SS. Trinità (ex Hofkirche) a Dresda. L'occasione erano i 30 anni della società corale, che si è esibita in un selezione di brani, che comprendeva: "Cantate Domino" di H. Schütz,  "Jubilate Deo" di O. di Lasso, "Te Deum Patrem" di A. Gabrieli, "Ich will den Herren loben" di anonimo, "O Jesu, all mein Leben" di K. Kraft, "Preis und Anbetung" di J.G. Rheinberger,   un Graduale di C.G. Reissiger, "Salvum fac populum tuum" di A. Bruckner ed infine il "Magnificat" di Arvo Pärt, diretti dal kapellmeister M. Liebich. All'inizio ed al termine della celebrazione la Toccata e la Fuga BWV540 su un organo Silbermann intelligentemente (o fortunosamente) salvato dai bombardamenti e suonato dall'organista del duomo, T. Lennartz.

Il coro è stato davvero bravo, era liturgia ma sembrava un concerto per la cura dei dettagli. Unico neo, per un'italiana, era la forte t aspirata nel latino (sorvolo sul resto della pronuncia tedesca). L'interpretazione era dinamica ed il testo sempre comprensibile e protagonista. L'acustica della chiesa non era ottimale, se il coro si è salvato cantando dall'ambone, il grosso Silbermann ne ha risentito enormemente, forse anche per colpa dell'organista che ha scelto registrazioni pesanti. Credo che il Silbermann dia il meglio di sé negli assoli piuttosto che nel plenum.

Finalmente Silbermann

Mentre ero a Freiberg in Sassonia per un corso, non ho perso l'occasione di ascoltare un concerto d'organo sui due celebri strumenti di Gottfried Silbermann nel locale duomo (luterano). Il concerto, che si tiene ogni giovedì, oggi prevedeva il giovane Gijs Boelen suonare brani di F.T. Richter, J. Pachelbel e W. Byrd sul piccolo Silbermann e N. Clerambault, G.F. Händel e J.S. Bach sul grande Silbermann. Essendo una chiesa protestante (anche se in origine era cattolica), è stato concesso l'ingresso al matroneo, da dove si godeva di una visione e di un'acustica ottimali. Essendo protestante, c'è stata anche una specie di predica da parte del pastore tra prima e seconda parte.


Bisogna riconoscere che l'organista se l'è cavata egregiamente, anche se personalmente non mi sono piaciuti la scelta del repertorio (per forza barocco perché suonava un Silbermann, ma includendo francesi ed inglesi), delle registrazioni ("portate da casa", lo strumento, specialmente quello grande, a mio parere dava spazio a molte possibili combinazioni, magari più appropriate all'acustica) e dell'interpretazione (scolastica, secondo prassi - ok - ma anche asettica ed impersonale). Ammetto che uno suoni Bach su questo organo perché era uno delle possibilità che il grande compositore poteva trovarsi sotto mano, ma da qua a dire che Silbermann sia il punto di riferimento per l'organo di Bach il passo mi sembra un po' troppo lungo. Come ho già detto, suonare Bach su uno strumento moderno o Reger su uno antico, se fatto con coscienza, non sono contraddizioni improponibili, semmai spunti di ricerca.

Il suono del Silbermann (grande), complice anche la perfetta acustica dell'antica chiesa, è semplicemente commovente. Che si tratti di un bordone, un flauto, un principale… presi singolarmente riempiono ed illuminano l'ambiente con timbri caratteristici ed unici, quando poi è entrata la bombarda al pedale in una cadenza mi sono veramente salite le lacrime agli occhi. Fantastico! In tre secoli non siamo riusciti a riprodurre una combinazione così perfetta di materiali e spazi sonori!