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Tragedia romana

L'altro ieri sera è iniziato il Film Festival nella Rathausplatz a Vienna, quest'anno con uno schermo di dimensioni maggiori (300 mq, impressionante!), un sistema audio potenziato (anche troppo, risulta falso) ed un programma che almeno una volta alla settimana include un concerto pop ed uno nazional-popolare (leggi, opera italiana famosa). Ieri sera davano Tosca, nel seguente allestimento (disponibile qui, grazie alla BBC), che ha trovato i favori della critica: Royal Opera Chorus e Orchestra of the Royal Opera House diretti da Antonio Pappano, per la regia di Jonathan Kent, con Angela Gheorghiu (Tosca), Jonas Kaufmann (Cavaradossi), Bryn Terfel (Scarpia).

Seconda Tosca che sento a Vienna e seconda volta con Kaufmann nel ruolo del pittore. Questo allestimento nelle intenzioni vorrebbe confrontarsi con l'inarrivabile storica versione di Zeffirelli per lo stesso teatro, con la Callas (Tosca) e Gobbi (Scarpia). Scenograficamente tradizionale, interpretazione degli attori magistrale, ma non mi ha convinto del tutto musicalmente. Sicuramente a causa del volume elevato, del bilanciamento in post-produzione e della proiezione all'aperto, perché i cantanti di tutto rispetto hanno comunque mostrato notevoli abilità interpretative, sia per la recitazione (Tosca era molto diva, Cavaradossi innamorato e Scarpia subdolo e cinico) sia dal punto di vista vocale.


Tosca resta una delle mie opere preferite, per quel misto di storia e romanticismo, per la tragedia (muoiono tutti, che lo sappiate subito) di primo ottocento resa ancora più drammatica dalle ambientazioni barocche (solo in teatro, in realtà Palazzo Farnese è rinascimentale e Castel Sant'Angelo medievale, solo la chiesa di Sant'Andrea si può considerare barocca) e dall'atmosfera cupa del decadentismo. La storia è semplice, come la riassunse Shaw "il tenore ama il soprano ma il baritono non vuole", eppure qui ci sono tanti sentimenti rappresentati: la volubilità della diva, la gelosia, il patriottismo, l'invidia, l'eroismo. Come non immedesimarsi in Tosca quando non regge alle torture sul suo amato e confessa, condannando se stessa, lui e l'Angelotti a morte, e quando si domanda del perché sia chiamata a tanto dolore? Come non piangere quando il Cavaradossi, cosciente dell'imminente esecuzione, si abbandona in un disperato e carnale appello alla vita?

P.S. In quegli stessi attimi la nazionale di calcio perdeva clamorosamente contro la nazionale spagnola. Se milioni di Italiani hanno pianto davanti alla tv vedendo undici ragazzi disfatti dalla fatica e sopraffatti dalle "furie rosse", concedetemi di essermi commossa alla rappresentazione canora di un dramma d'amore e politica, pur conoscendo il finale sin dal primo accordo, ambientato a Roma, messo in scena in Inghilterra, con una cantante rumena, un tedesco ed un gallese. Magia dell'opera!

la diva Tosca

Per la prima volta quest'anno, ieri sera ho assistito ad una delle proiezioni del FilmFestival di fronte al Rathaus di Vienna. Ho scelto "Tosca", opera di G. Puccini tra le mie preferite, per il miscuglio di passione, politica, commedia e tragedia. L'allestimento presentato ieri risaliva al 2009 a Zurigo (recentemente rilasciato in dvd) con la direzione musicale dell'italiano Paolo Carignani, la regia del canadese Robert Carsen, ed i solisti: il soprano americano Emily Magee nella parte di Floria Tosca, il tenore tedesco Jonas Kaufmann nei panni di Mario Cavaradossi ed il baritono americano Thomas Hampson come Scarpia.
foto da locandina

La vicenda era ambientata negli anni '50, più di un secolo dopo rispetto a quanto previsto nel libretto, ma senza travisarne il contenuto, anzi fornendo una chiave nuova: Tosca è una grande diva che si bea della fama raggiunta, non più giovanissima, che s'ingelosisce facilmente del suo giovane amante artista, ma che nella tragedia che li coinvolge rivela di amarlo sinceramente. I solisti sono stati tutti vocalmente all'altezza e si sono distinti anche per la recitazione convincente, quella che mi ha preso meno è stato proprio il soprano, non capace di plasmare la voce sullo spartito ed il testo. Probabilmente il mio giudizio è condizionato dal confronto impari con le grandi vere dive della lirica del passato, come la Callas. Unica "pecca" dello spettacolo: il vero protagonista sembrava Cavaradossi, non Tosca, forse per la forte personalità del giovane tenore tedesco. La direzione musicale mi è piaciuta molto per una sapiente gestione dei tempi, trasformando le note arie da esibizione in momenti di riflessione intima, senza mai perdere la tensione drammatica. 


Nota a margine. Il festival è iniziato il 2 luglio ma solo ieri, il 23, ho assistito ad una proiezione. Come mai? A parte qualche impegno imprevisto, per il resto chiedetelo al meteo? Sembra novembre, non luglio, sempre freddo, pioggia e vento. La maledizione dell'anno scorso, quando non sono mai riuscita a vedere uno spettacolo fino al termine, ha colpito pure ieri, quando il freddo e la pioggia hanno avuto la meglio sulla buona volontà mia e di un'amica. Per fortuna c'è sempre YouTube ad aiutare per "sapere" come va a finire… Confidiamo che i prossimi appuntamenti siano accompagnati da cielo sereno e temperature più miti.