Vaya con Dios

Incuriosita da un video su You Tube, trovato cercando tutt'altro, ho noleggiato il film "Vaya con Dios - und führe uns in Versuchung" di Zoltan Spirandelli (2002), altra pellicola musicale mai arrivata in Italia. Non ho capito il titolo spagnolo visto che il film è ambientato tra Germania ed Italia ed i dialoghi sono quasi esclusivamente in tedesco (tranne due parentesi in latino ed in italiano), ma il sottotitolo è esplicativo... si tratta di una storpiatura della frase del Padre Nostro "und führe uns nicht in Versuchung" che significa "e non ci indurre in tentazione"... se togli il non...
Purtroppo il film era disponibile solo in lingua originale (tedesco) e senza sottotitoli, ma per fortuna i dialoghi non solo molti, così ho capito quasi tutto. Non mi dilungo a raccontarne la trama, in sostanza tre frati di un ordine semi-eretico, che pone il canto di lode a Dio come unica regola, sono costretti ad un lungo viaggio attraverso la Germania per raggiungere dei confratelli in Italia. Nella classica visione del "romanzo di formazione", questo viaggio si trasforma in tentazioni per i tre, dagli affetti della famiglia alla libertà della vita in campagna, dalla lusinga della cultura alla vera e propria attrazione carnale.


Interessante la figura di Arbo, il più giovane dei tre e che funge da voce narrante della vicenda, impersonato dal bravo attore Daniel Brühl. Questi, entrato in convento da bambino, non ha avuto la facoltà di scelta degli altri due. Le tentazioni che incontra lungo la sua strada non sono richiami alla vita laica ma le esperienza del mondo che gli sono mancate e che lo porteranno alla fine a fare finalmente la sua prima scelta matura e cosciente.
I brani musicali inseriti sono tutti di alta qualità ed eseguiti in modo ineccepibile da veri musicisti, ma gli attori sono stati ben istruiti e sono alquanto credibili come cantanti. Nell'elenco dei brani figurano: il mottetto "Tu solus" di J. Desprez, il Pater noster di I. Stravinsky ed una realizzazione a tre di Tobias Gravenhorst, fratello dello sceneggiatore, kantor nella vita reale e che impersona se stesso come organista nel video su citato, del corale "Wer nur den lieben Gott lässt walten".


Il film tocca con leggerezza temi profondi, ma senza addentrarvisi. Nel complesso è una commedia, strano per il cinema tedesco, ma che suggerisce interessanti riflessioni, con quella psicologia tipica del cinema tedesco. Peccato non sia uscito in Italia... come al solito!

Nuova veste a "the wedge"

Dopo aver riflettuto a lungo, ho deciso di cambiare la destinazione di questo blog: da sfogo contro la filologia in una lingua che non mi appartiene a sede di critiche musicali e non nella mia madrelingua, seguendo gli eventi (film, concerti, rappresentazioni) e notizie che mi è dato di seguire da quando sono emigrata nella capitale austriaca. Col tempo tradurrò in italiano anche i post precedenti che restano comunque in linea con il mio proposito di cuneo critico.

Mi auguro che qualcuno in più segua l'evoluzione di questo blog e ne commenti i post. Ovviamente mantenendo l'educazione ed il rispetto per le opinioni altrui, nel caso specifico le mie. Anche quando mi esprimerò negativamente nei confronti di qualche scelta musicale, non intenderò mai criticare il singolo musicista, degno di lode per il solo fatto di aver studiato per raggiungere un'ottima esecuzione tecnica e per avere il coraggio di esprimere la propria originale interpretazione. Buona lettura!


Disclaimer: I diritti delle immagini postate appartengono ai legittimi proprietari. Alcune immagini, prese dal web, sono solo a scopo esemplificativo dell'argomento trattato.

Wilhelm Tell von G. Rossini

Povero Rossini! Non solo hanno tagliato il suo capolavoro per renderlo digeribile ad un pubblico di studenti, ma addirittura l'hanno (ri)tradotto in tedesco!!! Mi riferisco ad una rappresentazione in forma di concerto cui ho assistito a Berlino nella prestigiosa sala grande della Filarmonia, con coro ed orchestra delle università di Berlino. Giusto per dovere di cronaca: coro grande ed orchestra sinfonica del Collegium Musicum delle università di Berlino FU (Freie Universität) e TU (Technische Universität) diretti da Manfred Fabricius. I solisti da programma, tutti eccellenti.


A mio parere rappresentare questa versione tradotta in Germania, a Berlino, è stato un grande errore... In francese, la lingua originale, o in italiano pochi avrebbero capito il testo e soprattutto ne avrebbe collocato la vicenda in un oscuro passato remoto. Nel programma c'era scritto che alla prima rappresentazione berlinese dell'opera, già all'epoca tradotta in tedesco, il nome del protagonista era stato cambiato in Andreas Hofer, patriota sudtirolese. Il testo primitivo era di Schiller, ultima sua fatica, ma Rossini ha musicato un libretto differente...

Le idee di libertà e di indipendenza sono universali, ma non trovo politicamente corretto far cantare "Gott ist mit uns" (Dio è con noi) alle neo-costituite legioni svizzere sapendo che "Gott mit uns" era la scritta che portavano i soldati della Wermacht e che non siamo noi a decidere da che parte sta Dio. Per non parlare del vagamente allusivo coro finale "Wir wollen sein ein einig Volk und frei" (Noi vogliamo essere un solo popolo e libero) che se da un lato qui a Berlino può ricordare i 20 anni dalla riunificazione dopo la caduta del muro, dall'altro può richiamare l'ideale di riunificazione del popolo tedesco che è stata la scusa per l'invasione della Polonia e l'annessione dell'Austria, dando l'inizio della II guerra mondiale... Insomma, un po' di cattivo gusto, almeno per me che maliziosamente l'ho colto.

Per fortuna quando hanno "rappresentato" l'unione dei tre cantoni originari con fazzoletti colorati al collo dei coristi non hanno usato i colori della bandiera tedesca... Ci mancava solo che alla fine attaccassero l'inno nazionale tutto in coro... magari l'hanno anche fatto ma non ho retto così a lungo!

Povero Rossini, diventato involontariamente patriota risorgimentale! Povero Rossini anche per l'interpretazione musicale. Ad ognuno il suo! Noi Italiani, a parte rare eccezioni, non sappiamo fare né Bach né tanto meno Wagner, ma voi tedeschi avete dei seri problemi, sempre con le dovute eccezioni, con la musica italiana!!! Dopo avermi rovinato il tragico Pergolesi dello Stabat Mater, mi avete ridicolizzato l'ouverture del Gugliemo Tell con una esecuzione da banda di paese ed un direttore macchietta che si è quasi messo a ballare! Questa può essere considerata l'unica opera seria di Rossini, nello stile della grand opéra francese... non certo una commedia italiana! Insomma, come non tutto Bach è "soli Deo gloria", non tutta la musica italiana è opera buffa!

3 contro 2

Studiando la IV Triosonata in E minor BWV 528, ho cercato di ascoltare diverse interpretazioni, non trovandone una che rispondesse alla mia idea del pezzo. Finché un amico mi ha proposto la versione di Miklos Spanyi, finalmente vicina alla mia interpretazione (teorica) della composizione nel primo e secondo tempo, ma che mi ha fatto saltare dalla sedia nel III tempo, "un poc'allegro".

Come eseguire la VII battuta del tema? Quando il tema è esposto da solo, una volta nella mano destra alla VII battuta ed una nella mano sinistra alla LXVI, la chiusura prevede una quartina di sedicesimi, come qui sotto.
Ma... nella prestigiosa NBA dell'edizione Bärenreiter, quando il tema ricompare accompagnato da terzine di semicrome,(battute 15, 42, 50 e 74), la quartina è "normalizzata" con note puntate!

Cosa? Perché Bach dovrebbe aver cambiato il ritmo del tema? Solo per facilitarne l'esecuzione? Probabilmente si tratta di una correzione da parte di Wilhelm Friedmann Bach o dell'editore. Così penso io. In ogni caso mi rifiuto di suonare in questo modo. Forte della conferma dell'edizione rivista da M. Dupré, ho corretto con bianchetto e penna il mio costoso libro Bärenreiter nel modo seguente:

e così ogni qual volta compare il tema "normalizzato". Poi, parlando con il mio maestro, più spirituale che pratico ora che sono emigrata, F. Finotti, mi ha fatto notare che tutto dipende dalla velocità con cui si affronta il pezzo, se in tempo allegro la "normalizzazione" viene automatica e si perde l'effetto 3 contro 2. Come sempre ha ragione.

A dire il vero l'esecuzione di Spanyi non era poi così veloce e sicuramente non lo sarà mai la mia, perciò preferisco mantenere immutato il tema quando compare nelle imitazioni.


Johannes Passion - il film

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La scorsa domenica sono andata nella Schubertkirche per vedere la proiezione di un insolito film: essendo in tempo di Quaresima e ricordando il compleanno di Bach, il film era “Es wäre gut, daß ein Mensch würde umbracht für das Volk (E' bene che un uomo muoia per il popolo), noto anche con il titolo “Johannes Passion”, dato che è basato sull'omonima composizione di Bach. Il film è stato diretto e scritto da Hugo Niebeling, girato e prodotto in Germania nel 1991. Non avevo mai visto prima questa pellicola, non è mai giusta in Italia... probabilmente perché è in Tedesco, forse perché il testo evangelico viene dalla traduzione fatta da Lutero o forse perché l'interpretazione generale è troppo moderna per molti bigotti e tradizionalisti italiani. In ogni caso ho trovato questo film davvero impressionante.
 
Dalla presentazione ufficiale del film: adattamento della Passione secondo San Giovanni di J.S. Bach in forma di (sigh!) musical, ambientato nella Cattedrale di Spira, in Germania. Qui, il regista Hugo Niebeling ha posto le arie e le coreografie danzate nelle scene corali, ove i ballerini indossano antiche maschere. La colonna sonora è basata sull'esecuzione della München Bach Orchestra e del München Bach Chor diretti da Karl Richter, nel 1964, ma i solisti Ernst Haefliger (Evangelista) e Kieth Engen hanno registrato nuovamente le loro parti. Il cast comprende: Christoph Quest (Gesù) di 50 anni all'epoca del film, Klaus Barner (Pilato), Ernst Haefliger (Evangelista). Una clip del film si può vedere qui, ove si può acquistare il dvd per meno di €10. In rete si trovano delle recensioni, ahimè solamente in Tedesco. 

Da quella di P. H., pubblicata su film-dienst, n. 26, del 1991, riporto i seguenti passi.
La rappresentazione della Passione secondo San Giovanni di Bach in un film è un'idea fantastica. Nessuno ha mai intrapreso un progetto simile nei decenni passati della storia cinematografica tedesca. Niebeling si allontana dalla rappresentazione tradizionale in forma concertistica della Passione, spostando la scena nella Cattedrale di Spira, realizzandola come un musical incentrato sul confronto tra Gesù e Pilato, ove i cori e le arie fungono da commenti e meditazioni come nella tragedia greca. La musica è la ben nota incisione di Karl Richter del 1964. Dalla combinazione di musica, architettura, recitazione e danza, Niebeling crea un'opera d'arte che convince da ogni punto di vista. Oltre che la storia narrata nei capitoli 18 e 19 del Vangelo di Giovanni, compaiono alcune scene aggiunte dal regista, come la cacciata dei mercanti dal tempio, ed altre di pura invenzione, come il banchetto a casa di Pilato. Niebeling presenta i solisti ed il coro in scene alternate, anticipando e sostenendo la coreografia danzata con specifiche luci e colori. Un esempio che spiega la difficoltà di sceneggiare la musica è l'aria del basso che accompagna la salita di Gesù al Golgota, che contiene numerosi richiami alle anime perse che salgono pure il Golgota. Niebeling rappresenta ci con ballerini vestiti di bianco che corrono lungo le navate, attraversando il cammino di Gesù. Il risultato è meramente estetico, ma non porta ad una maggiore comprensione né della musica né del testo cantato. Niebeling inscena un capolavoro di Bach cercando anche di aggiornarlo. Infatti durante le prime battute si possono vedere gli attori che corrono verso la Cattedrale lungo le strade di Spira e che poi vengono gradualmente trasformati nei personaggi che interpretano. Quando l'attore che impersona Gesù cerca di confrontare la sua immagine truccata con quella preservata nella Sacra Sindone, capisce che "non sono io!" ("Das bin ich nicht!") e decide di recitare senza maschere e parrucca. Di conseguenza l'immagine di Gesù viene rivoluzionata, la rappresentazione tradizionale di un giovane affascinante uomo con i capelli lunghi, seguita anche da "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini e "Jesus of Montreal" di Arcand, lascia il posto ad un uomo comune, privo di alcuna trasfigurazione eroica, di mezza età, calvo e con la barba ispida, un uomo buono ma anche determinato, che segue la sua strada senza tentennamenti. Grazie all'interpretazione di Christoph Quest, la figura di Gesù vince in attualità, anche quando la rappresentazione segue l'iconografia tradizionale. Al contrario Klaus Barner come Pilato risulta più debole, in ogni caso in accordo con l'interpretazione di Niebeling. Il suo Pilato è un impiegato, che esamina meticolosamente gli strumenti di tortura ma che non presta attenzione ai corpi martoriati delle vittime. Sul fronte opposto la figura di Pietro, interpretato da Ralf Richter come un uomo d'azione, che piange per non potersi opporre all'arresto di Gesù. Questo film è una bella scelta, non solo per gli amanti di Bach, ma anche per il grande pubblico, anche se le aspettative dei più giovani verranno parzialmente disattese.
Da un'altra recensione, di Peter W. Jansen, pubblicata su TIP Magazin, n. 26, del 1991.
Così o niente! Il film "Es wäre gut, daß ein Mensch würde umbracht für das Volk" di Hugo Niebeling trasforma la Passione secondo San Giovanni di Bach' in un adorabile musical.
E' estate, nel traffico di una qualunque città di medie dimensioni. La gente cammina lungo le strade, su moderni marciapiedi. Gradualmente alcune persone si separano dalla massa ed entrano in una chiesa. Nello spogliatoio, che sembra nella cripta o nella sacrestia, appare uno degli attori con una maschera di Gesù. Esclama "Questo non sono io!", poi si toglie la parrucca rivelando la sua calvizie: "O così o niente!".

Quindi "così o niente" è probabilmente l'unico modo di fare questo film., sempre al limite della tragedia, quasi melodrammatico. E' tutto un artefatto, come Bach ha fatto con la musica, composto da musica e geometria, voci e rappresentazioni, costumi e coreografie, luci e movimenti della telecamera, direzione ed istinto: un gioco di una mente geniale.
"Es wäre gut, daß ein Mensch würde umbracht für das Volk" è incentrato con crescente drammaticità sul confronto tra Pilato e Gesù, creando un dramma che è quello dell'amicizia irrealizzabile. Niebeling realizza scenicamente anche la complessità della musica con cambi di macchina, sovrapposizioni musicali, ad esempio filmando i gruppi nella sequenza in cui entrano a canone invece di inquadrare il coro intero.
Il film sfrutta la brillante registrazione storica della Passione del München Bach Chor e della Bach Orchestra diretti da Karl Richter. Niebeling lavora abilmente con il capolavoro di Bach, con calcolo e sentimento allo stesso tempo, ee con danza e recitazione come nelle tragedie classiche, creando un moderno musical da un oratorio.

La regola del trillo

Durante un viaggio a Vienna per lavoro, ho incontrato un giovane e talentuoso pianista, Gianluca Luisi, che aveva appena suonato probabilmente all'ultimo concerto nella sala della Bösendorfer, dopo che la storica fabbrica di pianoforti è stata comprata dalla giapponese Yamaha. Abbiamo iniziato a parlare di musica prima di presentarci, come al solito tra musicisti. Parlando di J.S. Bach e della prassi esecutiva, concordava sul fatto che clavicembalisti ed organisti olandesi tendono ad aggiungere trilli ed abbellimenti ovunque e che considerano una regola immodificabile iniziare i trilli sempre dalla nota superiore. Luisi notava come talvolta questa rigidità porta a veri e propri errori di armonia come ottave e quinte parallele o travisamenti dell'armonia fondamentale.

Credo che Bach sia troppo complesso per poter essere ridotto ad una serie di sterili regole. Ogni nota ha la sua importanza nel brano. Ciò che ho imparato da E. Kooiman, olandese, pur se in un breve corso, è stata proprio la seguente: l'interpretazione musicale è la perfetta combinazione di importanza melodica ed armonica di ogni suono e scelta del timbro e della velocità. Quanto di più lontano possa esserci da una sciocca regola su come eseguire i trilli!